Luoghi di interesse tra cultura e natura

Il Museo delle guide alpine Sito nell’antica sede del Comune, l’Ecomuseo delle Guide Alpine di Balme è una tappa interessante per chi desidera unire la cultura alla natura. Il piccolo ma ricco museo documenta l’origine e lo sviluppo del villaggio di montagna che divenne nel secolo scorso protagonista dell’alpinismo torinese. La parte introduttiva del Museo racconta la storia dell’insediamento balmese: la sua fondazione da parte di pastori della Savoia, l’immigrazione medievale dal bergamasco e dalla valsesia, la nascita del contrabbando come risorsa all’esaurimento delle miniere, la trasformazione dei contrabbandieri in guide alpine nel corso del XIX secolo, fino alle attuali attività legate al turismo, all’artigianato, all’allevamento, all’industria (le acque minerali).
Il Museo ha il suo nucleo centrale nella bella raccolta di foto d’epoca, riprodotte in grande formato, che raccontano le figure eccellenti dell’alpinismo locale e le loro attività, anche attraverso una collezione di attrezzature, cimeli, manifesti e documenti. A completamento del percorso il Museo presenta alcune sezioni dedicate all’ambiente (flora, fauna, minerali) e alla cultura locale francoprovenzale e comprende un itinerario storico-naturalistico sul territorio.
Apertura:
luglio: domenica 15.30 – 17.30
agosto: sabato e domenica 15.30 – 17.30
settembre: domenica 15.30 – 17.30
In altri giorni e periodi su prenotazione
Per informazioni: Comune di Balme - Tel. 0123.82902 - e-mail combalme@libero.it

La chiesa parrocchiale della Santissima Trinità Nel 1612 fu costituita la parrocchia di Balme ed edificata la sua prima chiesa parrocchiale, che sorgeva a monte rispetto a quella attuale, consacrata nel 1775. La chiesa è dedicata alla Santissima Trinità e fu donata dall’arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà. L’edificio, a croce greca è di stile barocco. Conserva, sopra il portone, lo stemma dell’arcivescovo Luserna e, in cima al campanile, la pietra che regge la croce proveniente dall’edificio originale, recante la data 1619.

La casaforte del Ruciàs
Da oltre quattrocento anni la casaforte del Ruciàs domina la valle dall’alto di una rupe, proprio al centro del paese. L’enorme struttura difensiva, riconoscibile dall’unico stretto ingresso e dalle piccolissime aperture, ha una struttura complessa con scaloni di pietra, corridoi, locali ad uso abitazione e stalla, passaggi sotterranei, cantine scavate nella roccia. Il lato verso il fiume è inaccessibile dal basso e si apre in logge coperte, a picco sulla profonda gola del torrente sottostante. Il piano superiore ospitava un gigantesco granaio ed è sormontato da un enorme tetto retto da grosse travi e coperto da lose in pietra. In passato, prima delle demolizioni di inizio secolo necessarie alla costruzione della strada provinciale, la casaforte permetteva di raggiungere forno, lavatoio, fontana, cappella, senza mai uscire all’aperto, vantaggio notevole di fronte alle grandi nevicate invernali.

La Cappella della Sindone
La casa ritenuta tradizionalmente più vecchia del paese, anteriore al XV secolo, si affaccia sulla strada con un arco caratteristico ed ospitava in passato l’antica cappella di Balme. Al suo interno conserva interessanti tracce di affreschi raffiguranti il Cristo e alcuni santi, tra cui S. Giovanni Battista, San Pietro e San Sebastiano. Quando nel 1612 fu costruita la prima parrocchia la cappella venne sconsacrata ed adibita a cantina e stalla. Si ritiene che nella cappella sia stata ospitata la Sindone nel 1535, in occasione del suo trasferimento da Chambéry a Torino.

Il Pian della Mussa
Tra i luoghi di interesse naturalistico del comprensorio di Balme, il primo su tutti da ricordare è sicuramente il Pian della Mussa, meta storica e tradizionale di escursioni e passeggiate. L’estesa pianura erbosa, attraversata dalla Stura, si estende per alcuni chilometri a oltre 1700 metri di altezza e, nel suo punto più alto, arriva a quota 1850 metri presso il Rifugio Città di Ciriè. In passato il pianoro era ricoperto da un ghiacciaio, trasformatosi in lago che infine si colmò di materiali alluvionali. L’ampia distesa è circondata da uno splendido anfiteatro di cime alpine, che culminano con la Bessanese (3604 metri) e la Ciamarella (3637 metri). Dalle pareti che circondano l’altipiano sgorgano numerosi torrenti che vanno a confluire con la Stura e che in inverno si prosciugano o si trasformano in suggestive cascate di ghiaccio. L’acqua del Pian della Mussa è nota per la sua bontà e purezza e ancora oggi molti villeggianti si riforniscono alla fontana costruita al centro del pianoro.In primavera è più che comune poter osservare branchi di stambecchi sulle pendici più basse del piano, in cerca della fresca erba primaverile. Dal Pian della Mussa partono diversi itinerari di semplice trekking o di difficoltà più sostenuta. Una delle escursioni più conosciute è quella che conduce al Rifugio Bartolomeo Gastaldi, a 2659 metri di quota.

Cascata La Gorgia
Proprio al centro del paese la Stura precipita a valle con un grandioso salto di alcune decine di metri. La cascata, chiamata La Gorgia (la gola) è superata e dominata da un ponte erede di quello costruito a fine ottocento dalla guida Antonio Castagneri, su iniziativa del Club Alpino Italiano. Nei pressi della cascata sorge un antico mulino e alcune costruzioni usate per refrigerare il latte. Poco più a valle è visibile, scavata nel fianco della gola, una ghiacciaia che serviva a conservare il ghiaccio invernale fino all’anno successivo, grazie al gelido soffio della cascata. Alla base del salto delle acque del torrente è ancora in esercizio una piccola centrale elettrica inaugurata nel 1909, una delle più antiche ancora esistenti.