Turismo

Tra fine ottocento e primi del novecento Balme ed il suo splendido comprensorio furono una prestigiosa meta turistica del “bel mondo”, torinese e non (Giosuè Carducci, Eleonora Duse, Guglielmo Marconi, solo per ricordarne alcuni). Quando la diffusione dei mezzi a motore rese più facilmente accessibili altre località alpine del Piemonte e della Valle d’Aosta, la fortuna turistica di Balme conobbe un inevitabile e ingiusto declino.

Ingiusto perché tutt’oggi l’area montana del Comune, che va dalla frazione di Molette a valle di Balme, fino ai 1800 metri del Pian della Mussa, è una zona magnifica e infinitamente ricca, soprattutto di natura incontaminata, ma anche di tracce di tradizione e cultura di tutto rispetto.

Le cime che contornano a monte il paese sono tra le più belle e conosciute dai veri amanti dell’alpinismo come del trekking. Le camminate possibili sono numerosissime e di varia difficoltà: consentono di raggiungere splendidi laghi in quota come ghiacciai , permettono di sperimentarsi con l’arrampicata su roccia in estate oppure, in inverno, di cimentarsi con interessanti discese di sci alpinismo.

Molte altre sono le attrattive sul territorio: la lunga pista di fondo, quasi sempre innevata da novembre ad aprile, gli innumerevoli percorsi su sentieri tracciati e nei boschi, percorribili anche in inverno con le racchette da neve, l’aria pura e rarefatta dell’alta montagna, la fresca e salubre acqua del Pian della Mussa, la storia e la tradizione ben raccolte e documentate nell’Ecomuseo delle Guide Alpine, la possibilità di contatto diretto e ravvicinato con la fauna selvatica alpina e, non ultima, la cordialità dell’accoglienza.