Bogone - Bougoùn
A metà strada tra Balme e il Pian della Mussa sorge la piccola borgata di Bogone. Collocata lungo la mulattiera che corre accanto alla carrozzabile, solo qualche centinaio di metri a monte del bel ponte di pietra costruito nel 1713, la borgata era abitata principalmente in primavera ed autunno come tappa durante la stagione dell'alpeggio. Nei suoi pressi è possibile vedere la "arpòsa dij mort", due lastroni di pietra posti in verticale ai lati del sentiero: era la sosta necessaria ma anche rituale delle portantine che trasportavano a valle le salme dal Pian della Mussa. Molto antico ed enigmatico è poi il cosiddetto "altare druidico" posto a pochi metri dalle case di Bogone: la grande pietra presenta piccoli canali scavati nella roccia che vanno a confluire in grandi cavità circolari. Si ritiene che il masso fosse un altare di culto precristiano.

Chialambertetto - Tchabartàt
La borgata di Chialambertetto, collocata sulla destra orografica della Stura a valle del comune di Balme, sorge nei pressi di una enorme pietraia che ricopre la parete sud dell'Uja di Mondrone. Chialambertetto fu comune autonomo dal XIII secolo fino al 1844, quando venne incorporato nel comune di Balme. La borgata nacque nel medioevo come fucina per la lavorazione del ferro. Nel 1665 venne travolta da una frana e ricostruita più a valle rispetto all'origine. Alla sua estremità, vicino alla grande vasca delle trote, si può vedere un antico forno "a tumulo", testimonianza dei primi abitanti di origine straniera e della loro diversa cultura. Nella frazione di Chialambertetto vengono ancora oggi confezionate le "màiess dou bort", tradizionali giacche di lana ricamate tipiche del costume di Balme.

Cornetti - Li Cournàt
Praticamente unita all'abitato di Balme, la frazione Cornetti sorge sul versante sinistro della Stura e si estende fino all'imbocco della valle del Servin, prima della frazione Li Frè. La borgata è una delle più abitate di tutto il comune di Balme ed è uno dei pochi villaggi che hanno mantenuto integro l'aspetto originale. Nei suoi stretti e bellissimi vicoli si possono osservare insegne di antiche botteghe, riconoscere le case più antiche con le stalle interrate e le finestre a livello del suolo e bere la freschissima acqua della fontana del Corn, sormontata da un corno bovino da cui prende il nome. Il cuore della borgata è la piazzetta detta Airàtta, dove si eseguiva la battitura dei cereali. Recentemente il vicolo principale della frazione è stato ripavimentato con l'antica tecnica dello stèrni, pietre spaccate e conficcate nella terra.

I Frè - Li frè
lifre
La borgata dei Fré, "i fabbri", fu abitata per secoli da una comunità di artigiani fonditori, impegnati nello sfruttamento dei giacimenti di pirite ferrosa presenti nella zona. I Fré sono collocati sulla sinistra orografica della Stura, all'imbocco del vallone del Servin. Le sue antiche case sono costruite con una perfetta tecnica di muratura a secco e sono coperte di lose di dimensioni ciclopiche. Nei pressi della borgata si trovano la galleria di una antica miniera di talco del XIX secolo, oggi franata, e il particolare "Lou Casoun", un alpeggio interamente costruito in una cavità naturale della roccia.

Molette - Molera - L'Moulàttess - La Mouléri
Molette è la prima delle frazioni che si incontrano entrando nel comune di Balme, mentre Molera sorge circa 200 metri più in alto, proprio sul ciglio di una rupe che domina la valle. Le due borgate conservano già nel nome il ricordo delle cave di pietra da macina, qui estratte ed esportate poi in tutte le Valli di Lanzo. Molera, grazie alla sua posizione aperta e soleggiata, viene definita la "riviera di Balme" e vi crescono, inaspettatamente per un'altitudine di 1500 metri s.l.m., ippocastani, noci e ciliegi. Da questa frazione, nel 1874, la guida balmese Antonio Castagneri e i due alpinisti torinesi Alessandro Martelli e Luigi Vaccarone, inaugurarono la stagione dell'alpinismo invernale italiano pertendo per l'ascesa all'Uja di Mondrone.

Pian della Mussa
piandellamussa

Il Pian della Mussa, meta principe del turismo in valle, è una delle sette frazioni del comune di Balme. Il Roc Neir divide il Pian della Mussa superiore da quello inferiore. La frazione è raggiungibile dalla strada carrozzabile o, in maniera più suggestiva e naturalistica, dalla mulattiera che da Balme corre lungo la sinistra della Stura, attraversando la frazione di Bogone. Dallo splendido e ampio pianoro partono numerosi itinerari alpinistici e di trekking di diversa difficoltà. Nel periodo invernale l'ampia superficie è attraversata da numerosi anelli percorribili con gli sci di fondo mentre nel periodo primaverile è facilissimo vedere sulle pendici del Piano numerosi branchi di stambecchi in cerca di germogli freschi dopo i rigori dell'inverno passato in quota. Sulla destra del Pian della Mussa si estende un bosco artificiale di abeti, piantati a protezione delle sorgenti dell'Acquedotto di Torino, costruito all'inizio del '900 e che ancora oggi lo alimenta, seppure in minima parte.